IV. Interviste
1. Intervista con Tsvetana Kyoseva, autrice del libro “Bulgaria e
l’immigrazione russa - gli anni 20 e 50 del XX sec.”
Pubblicazioni:
1. Кьосева Цветана. България и руската и руската
емиграция(20-те – 50-те
години на ХХ век). Българска
народна библиотека. София. 2002 г. Болг. Язык.
2. Кьосева,
Цв. Русские эмигрантские организации в Болгарии
3. Кьосева,
Цв. Вторая мировая война и судьба русских эмигрантов в Болгарииhttp6 http://zarubezhje.narod.ru/texts/kjoseva01.htm#_edn1
4. Кьосева,
Цв., Недю Александров. С Христос и Македония в сърцето. С., 2000
5. Кьосева, Цв.
Руската емиграция в България 20-те – 50-те години на ХХ в. С., 2002 – резюме на
руски и английски език
6. Кьосева, Цв.
Царските колекции в българските музеи, архиви и библиотеки. С., 2004
7. Кьосева, Цв. Българо-съветските отношения.
Пропаганда и конюнктура (1944- 1949).-
Исторически преглед. 1999. № 1-2.
8. Кьосева, Цв. Дружеството на руските художници
в България 1929-1945. – В:
Руски художници в България. Изложба.
Каталог. С., 1995.
9. Кьосева,
Цв. Ликвидация на руските емигрантски организации в България. – В: България и Русия. Нови идеи, нови
проблеми. С., 1999.
10. Кьосева, Цв. Руската
емиграция и българската държава 20-те – 50-те години на ХХ век. – В:
Бялатаемиграция в България. С., 2001, с. 51-70.
11. Кьосева, Цв. Русская
эмигрантскя печать в Болгарии. – В: Русское слово. №7, София, сунтьбрь ,1999.
12. Кьосева, Цв. Русские художники эмигранти
в Болгарии. – В: Славяне(Москва). 1997, №4.
13.
Кьосева, Цв. Русские
эмигрантские организации в Болгарии. – В: Русские в Болгарии. С., 1999.
14. Кьосева, Цв. С дъх на печатарско мастило.
С., 1989
15..
Кьосева, Цв. Неизвестный
американский архив о русских
Intervista:
1. Egregia sig.ra Kyoseva,
sono ben note
le due esposizioni, dedicate all’immigrazione russa in Bulgaria: una era
organizzata e tenuta il 29 marzo 2006, alla quale lei partecipa direttamente ,
e l’altra - nella sala d’esposizione delle Repubbliche federative russe a Mosca
- il 14.02.2007.
È indubbia e
unanime l’opinione che la
Bulgaria appartiene ai paesi, aventi un ruolo importante per
il destino degli immigranti russi. Avendo presente il capitolo nuovo e finora
rimasto ignoto della storia dell’immigrazione russa, potrebbe comunicarci la
propria opinione sulla questione dell’adattamento degli immigranti russi in
Bulgaria durante gli anni 1920-1950 e il loro influsso sulla cultura bulgara.
Sappiamo bene
che molti ingegneri, avvocati, medici, artisti e insegnanti provenienti dalla
Russia, non solo penetrano nella vita della società bulgara, ma addirittura
contribuiscono con la propria esperienza ad introdurre una parte della cultura
russa, che è sempre stata apprezzata in tutto il mondo.
Può delineare
alcune delle tendenze d’influsso più significative degli immigranti russi nella
vita socio-politica e culturale in Bulgaria?
Risposta:
In genere gli immigranti russi non fanno parte nella vita politica della Bulgaria, e con poche eccezioni (durante l’Insurrezione di settembre del 1923) non partecipano quasi più agli eventi politici. Loro vivono la propria vita nelle colonie russe nel paese, cercando di conservare la propria identità nazionale russa. Una parte dell’intelligenza russa però, cerca di penetrare nella nostra vita culturale. Il maggior successo ha la loro partecipazione nell’ambito delle scienze e dell’arte. Sappiamo bene che scienziati russi pongono le basi della Facoltà di medicina presso l’Università di Sofia e dello studio veterinario. Sono indiscussi i contributi degli scienziati russi nel campo della ginecologia e della lotta contro le malattie veneree.
In genere gli immigranti russi non fanno parte nella vita politica della Bulgaria, e con poche eccezioni (durante l’Insurrezione di settembre del 1923) non partecipano quasi più agli eventi politici. Loro vivono la propria vita nelle colonie russe nel paese, cercando di conservare la propria identità nazionale russa. Una parte dell’intelligenza russa però, cerca di penetrare nella nostra vita culturale. Il maggior successo ha la loro partecipazione nell’ambito delle scienze e dell’arte. Sappiamo bene che scienziati russi pongono le basi della Facoltà di medicina presso l’Università di Sofia e dello studio veterinario. Sono indiscussi i contributi degli scienziati russi nel campo della ginecologia e della lotta contro le malattie veneree.
Una parte dei pittori immigranti russi
(Mihail Maletski, Mihaylo Parashchuk, Nikolay Rostovtsev ecc.) lasciano
notevoli tracce nella vita artistica. Il maggior successo sembra avere
l’adattamento di Vadim Lazarkevich, che negli anni 20-40 del XX sec., riesce ad
illustrare centinaia di libri per bambini, degli autori bulgari più grandi come
Elin Pelin, Ran Bosilek, Vesa Paspaleeva ecc., e trasformarsi in un classico
dell’illustrazione bulgara per bambini.
2. Lei è
autore del libro “La Bulgaria
e l’immigrazione russa - gli anni 20 e 50 del XX sec.”. Insieme al contenuto
del Suo libro e alle pubblicazioni sul tema, ho avuto la possibilità di
conoscere una gran parte della letteratura bulgara e di quella straniera, legate
all’immigrazione russa, e mi permetterò di esprimere la propria opinione
decisiva, che la forza del Suo libro si basa ai documenti, dai quali Lei fa
conclusioni e opinioni sopratutto in base a fatti già provati.
Ho letto anche il libro” "l'emigrazione russa in
Bulgaria”, Centro Internazionale
dei problemi delle minoranze e delle
interazioni culturali, S., 2002, 592 pp.
Il libro ripercorre l’adattamento di emigrati russi, la storia delle loro scuole e organizzazioni, e le loro relazioni con le autorità bulgare del loro arrivo nel paese nei primi anni 20’anni del ventesimo secolo fino alla loro definitiva disintegrazione come una minoranza nazionale, imposto sotto la pressione sovietica alla fine a 50’anni. In altre parole, il destino di coloro 35000 inteligenti, soldati e gente comune che sono stabiliti in Bulgaria dopo la rivoluzione e la guerra civile nel 1917 e
Il contenuto è
ricco d’esempi, provanti un’altra caratteristica concreta positiva e diversa
dalle altre opere scientifiche: la vasta conoscenza della ricca letteratura
russa di memorie, le biblioteche personali, lettere e ricordi degli stessi
immigranti russi e dei loro discendenti.
Può raccontare
dei momenti che Le fanno più grande impressione nel corso del lavoro sul libro.
Incontri interessanti, difficoltà, impressioni ecc.
Risposta: Quello che lei ha detto è indispensabile per ogni ricerca scientifica
approfondita. Il confronto di documenti, ricordi, registrazioni di interviste
con partecipanti vivi agli eventi o con loro eredi, è assolutamente
indispensabile, per tracciare la verità storica di un’epoca e il posto degli
immigranti russi in essa, ancor più che
al momento della stampa del libro non esisteva nessuna opera riassuntiva su
questo problema. Il mio libro recuperò il processo storico soprattutto riguardo
al ruolo dello Stato Bulgaro nell’accoglimento e nell’adattamento dei russi. In
questo senso il libro è un’opera fondamentale per tutti quelli che in futuro
scriveranno degli immigranti russi in Bulgaria.
Durante il mio lavoro sul libro e il
confronto delle fonti storiche, mi fecero impressione alcuni, a prima vista,
paradossi storici. In primo posto, ad esempio, il fatto che un governo, quasi
reattivo, come quello di Aleksandar Tsankov, sulla volontа di cui in Bulgaria
si apre una vera e propria guerra civile (1923-1925), abbia un atteggiamento
del tutto positivo nei confronti degli immigranti russi, e il suo governo è
stato chiamato da me “il secolo d’oro” per i russi in Bulgaria. Questo fatto
può essere spiegato con i cambiamenti che si sono osservati in quel periodo
nella politica estera del paese e la creazione dell’USSR - momenti che sono ben
spiegati nel libro. Un caso simile è quello con il destino degli immigranti
russi nella Bulgaria di patria dopo il 1944. L’USSR, che fino alla Seconda
guerra mondiale ha un atteggiamento del tutto negativo nei loro confronti, dopo
il 1946, basandosi sui propri bisogni, inizia una politica della loro attrazione
e del loro ritorno nella Patria. Sotto il suo influsso il governo bulgaro, che
fino al 1946, sempre sotto l’influsso della USSR, ha un atteggiamento negativo
nei confronti degli immigranti russi, comincia all’improvviso ad attirarli al
nuovo governo, cercando di “rieducarli” nello spirito socialista.
3. Nel libro
Lei parla molto del problema dell’attività esclusiva degli immigranti russi
nella vita sociale in Bulgaria e delle organizzazioni che hanno creato. Ha
anche scritto un articolo assai vasto su questo tema.
Nel libro di
Okorolov A.V. “I segni dell’immigrazione russa” 1920-1990, la Bulgaria viene citata
come un paese, assicurante condizioni favorevoli per l’esistenza delle
organizzazioni emigranti russe e la loro simbolica.
Secondo Lei,
quale delle organizzazioni degli immigranti russi nel periodo 1920-1950, hanno
avuto stretti rapporti con le organizzazioni bulgare?
La maggior
parte delle organizzazioni degli immigranti russi sono legate alle associazioni
di questo tipo in Europa.
Esistono casi
quando organizzazioni, gruppi, associazioni ecc. bulgare vengono creati su
iniziativa di organizzazioni immigranti russe o singoli immigranti russi?
Risposta: In
genere tutte le organizzazioni immigranti si occupano soprattutto dei propri
problemi. Per quanto però, esse vivano in Bulgaria, è ovvio che cerchino di mettersi
in contatto con organizzazioni bulgare. Questo assicura loro maggiori
possibilità di adattarsi e vivere nel paese. Quindi si può dire che quasi tutte
le organizzazioni russe cercano di avvicinarsi a simili strutture bulgare. In
questo senso rapporti molto stretti con i bulgari tengono l’Associazione
accademica russa, l’Associazione dei pittori russi, l’Associazione dei
giornalisti russi ecc. Pare siano esclusi da questo schema solo le
organizzazioni delle colonie russe, come ad es. “Colonia russa a Pernik”,
“Colonia russa a Plovdiv” ecc., che tendono soprattutto a facilitare la vita
personale dei russi nel rispettivo luogo popolato. Per quell che riguarda la
questione se sono state create organizzazioni bulgare su iniziativa dei russi,
Le rispondo in maniera decisiva, che non ci sono casi del genere.
3. D’accordo con l’opinione che il contatto fra
due culture di parentela, anche se diverse, può solo arricchire sia l’una che
l’altra, da quasi tutti gli scienziati viene commentata la questione della dissomiglianza
nei rapporti dei singoli paesi nei confronti degli immigranti russi. Cosa distingue
la Bulgaria
dagli altri stati, per quanto riguarda la questione di creare condizioni
favorevoli per conservare e sviluppare la cultura degli immigranti russi?
Risposta: Come più volte ho già menzionato nel libro, la maggioranza dei governi
bulgari assicurano condizioni favorevoli per lo sviluppo della cultura russa e
per la conservazione dell’identità nazionale delle organizzazioni sociali
russe. Per questo fatto c’è un motivo storico concreto - una serie di fattori
emozionali e motivi pragmatici, che mancano in molti degli altri stati europei,
che hanno accolto immigranti russi. La loro combinazione crea un’atmosfera
specifica in Bulgaria, in seguito alla quale i russi, durante quasi tutti i
periodi storici, sono stati accolti benissimo in Bulgaria. Questa politica
colloca il nostro paese al terzo posto (dopo la Cecoslovacchia e la Yugoslavia ) fra gli
stati che hanno assicurato le migliori condizioni di vita dell’immigrazione
russa dalla Guerra civile nella Russia.
Mi ha
impressionato moltissimo il Suo articolo “L’archivio americano sconosciuto dei
profughi russi in Turchia” dalla rubrica “La Russia oltre confine” del portale “I Russi in
Bulgaria”.
Appena poco
tempo fa ho procurato il preziosissimo “Vocabolario enciclopedico biografico”,
il così detto “Libro d’oro dell’immigrazione”. Leggendo il suo contenuto - le
pagine sono 700, si vede che sono stati collocati solamente cinque immigranti
russi famosi, residenti in Bulgaria. Cominciando a conoscere le biografie degli
altri immigranti russi, soggiornati negli Stati Uniti e nella Francia, si
rivela il fatto interessante che una gran parte di loro hanno viaggiato spesso
per la Bulgaria
e si sono fermati per certi periodi di tempo. I loro viaggi attestano i contatti
attivi con gli immigranti russi in Bulgaria.
È notevole il
numero delle valutazioni positive e delle impressioni da e per la Bulgaria. Secondo
me, queste possono essere oggetto di una ricerca specializzata dal punto di
vista culturologico, ma seguendo a tutti i costi il metodo interdisciplinare.
Qual’è la Sua opinione su questo e ha
una certa posizione sul problema dei contatti degli immigranti russi in
Bulgaria e i loro connazionali fuori della Bulgaria?
Risposta: Il tema dell’immigrazione russa non è assai popolare negli Stati Uniti.
Per i ricercatori americani questo è un problema superficiale. Con gli
emigranti russi si sono occupati la maggioranza dei pubblicisti, che hanno
pubblicato materiali nella rivista “La nuova rivista”. Un’eccezione da questo
schema fa la ricerca di Mark Raev “Russia abroad”, che occupa un livello
scientifico assai elevato.
Gli immigranti russi in Bulgaria hanno
sempre tenuto rapporti con i propri connazionali fuori della Bulgaria. Questo è
legato molto spesso anche a concreti legami di parentela - certe volte una
famiglia risulta essere divisa in più di un paese - una parte risiede in
Bulgaria, un’altra parte in Germania o negli Stati Uniti. Inoltre, gran parte
delle organizzazioni immigranti sono state create come suddivisioni di
organizzazioni immigranti russe europee, aventi i loro centri in Parigi,
Berlino ecc., e quindi i rapporti fra di loro sono assolutamente
indispensabili.
5. Nel libro Lei
fa un’opposizione seria verso una delle considerazioni del giovane ricercatore
serbo Miroslav Yovanovich, riguardo l’adattamento dei profughi russi in
Bulgaria e la movimentazione del numero di immigranti, valutato in maniera
ristretta, cioè senza prendere in considerazione il ruolo degli altri fattori
in questi processi.
Lei valuta
come poco seria anche la conclusione dell’autore riguardo i contrasti fra il
livello intellettuale elevato dei profughi russi e la popolazione bulgara
semianalfabeta come una fattore che ostacola l’adattamento dei profughi.
Nel 2005 uscì
il libro di M.Yovanovich, redatto in base alla sua dissertazione di dottorato
sullo stesso tema “L’immigrazione russa nei Balcani 1920-1940” . Nell’introduzione al
libro l’autore esprime la propria gratitudine verso una serie di scienziati
bulgari dall’Università di Sofia e quella di Tarnovo in Bulgaria.
Non crede che
facendo una tale ricerca, che esce all’infuori dell’ambito della ricerca
nazionale, in questo caso a livello balcanico, dovrebbe essere allargato il
cerchio dei partecipanti?
Risposta: In questo caso sono importantissime le fonti, che il collega Yovanovich
impiega nel proprio libro. La ricerca di cui parlo nel mio libro, è una delle
sue prime ricerche su questo tema. In essa non erano state adoperate abbastanza
fonti bulgare. Nella mia critica, io ho rilevato solo il fatto che il tempo di
cui lui scrive, in Bulgaria l’istruzione elementare era obbligatoria per legge
e non possiamo assolutamente parlare di una popolazione bulgara semianalfabeta.
Il nuovo libro di M. Yovanovich è a un
livello scientifico molto più elevato rispetto alle sue prime pubblicazioni. In
genere ogni autore ha il diritto di fare simili ricerche, riguardanti intere
regioni, come ad esempio la penisola Balcanica. In questo tipo di ricerche i
problemi riguardanti un certo paese (in questo caso la Yugoslavia ) sono ad un
livello più alto, rispetto ai problemi che si rivelano ad esempio in Turchia o
in Bulgaria. Per avere un quadro completo del processo storico dei balcani, per
quanto riguarda gli immigranti russi, sono assolutamente necessari gli sforzi
di una serie di specialisti da tutti i paesi balcanici.
6. È
coinvolgente il Suo pensiero nel libero, che “…nelle condizioni di politica
opportunistica la Bulgaria
praticamente non ha la possibilità e non può condurre una politica estera
autonoma”.
Inoltre Lei
sostiene, che nelle recenti ricerche e nelle opere non viene quasi toccato il
ruolo dell’Unione dei popoli per l’accoglimento degli immigranti russi.
Poù dirci
meglio in quale campi d’azione si manifesta soprattutto il ruolo di tale
organo?
Risposta: Quando un paese si trova in stato di occupazione effettiva o celata,
esso non può condurre una politica estera autonoma ed è sempre soggetto alla
volontа degli occupatori.
L’Unione dei popoli viene creata dopo la Prima guerra mondiale come
il primo organo autorevole internazionale, realizzante una politica internazionale
in riferimento a grandissimi gruppi della popolazione mondiale. Il suo ruolo è
importantissimo per quanto riguarda i problemi degli immigranti, sorti in
seguito al crollo di tanti paesi multinazionali dopo la Prima Guerra
mondiale. In questo senso in primo posto è la politica atta a creare una certa
categoria internazionale di società “Passaporto di Nansen”, che consente agli
immigranti di usare la cittadinanza “internazionale”, dato che lo stato, a cui
appartenevano (la Russia ),
ormai non esiste più. È importantissimo il ruolo delle Nazioni Unite, anche
nelle ricerche degli immigranti russi dal Bisanzio, in una serie di stati
europei e negli Stati Uniti, al fine di non avere un accumulo di immigranti in
un paese.
7. Lei
definisce come terza condizione, del Suo lavoro scientifico, lo superamento di
stereotipi e stratificazioni per quanto riguarda gli immigranti russi.
Ricorda dei
cambiamenti durante gli ultimi anni ’90, del crollo del paradigma di confronto
come una base delle ricerche storiche di abbandono della valutazione di classe
dell’immigrazione russa.
È forte anche
il Suo avviso per il bisogno di liberarsi anche dei “paradigmi, sorti nello
stesso ambiente immigrativo e legati alle sue autovalutazioni elevate”.
Nella rubrica
“la Russia
oltre confine” ci sono molti materiali da immigranti russi e dai loro eredi:
ricordi, narrazioni, studi ecc.
Qual’è la Sua opinione per tutto questo?
Risposta: Nelle fonti storiche le memorie sono quelle meno sicure. Di solito le
memorie vengono scritte alla fine della vita di una certa persona, allo scopo
di giustificare o esalare le azioni del loro autore o di terzi. Questo deriva
dal fatto, che nonostante la persona fosse partecipante agli eventi, di sicuro
non avrebbe accesso ad una serie di altre decisioni o considerazioni molto più
elevate, che hanno dettato la concreta soluzione di un certo problema, cioè non
comprende bene le motivazioni storico-concretizzanti degli eventi. Un evento
deve essere giudicato prendendo in considerazione il suo posto nel processo
integrale. Questo però risulta possibile solo dopo aver fatto un confronto di
almeno tre fonti indipendenti.
8. Nel corso
del mio lavoro, mi coinvolse molto il libro, spesso citato, “I bambini
dell’immigrazione - ricordi”, Mosca 2001: ricordi tragici per il destino dei
bambini degli immigranti russi, in particolare loro composizioni nelle scuole
russe nella Cecoslovacchia.
Il tema della
scuola russa in Bulgaria trova un posto anche nel Suo libro. Lei dice che la
maggior parte degli esempi sono stati presi dai documenti, con carattere di
valutazione e resoconto, da organi e commissioni bulgari locali e didattici,
durante il periodo 1920-1950.
In genere la
valutazione delle scuole russe in Bulgaria è che “…non sono all’altezza di
quelle bulgare. Nonostante gli sforzi delle istituzioni pedagogiche russe, il
processo didattico russo rimane sempre così allentato e scolastico, restando
molto indietro dalle esigenze moderne del tempo.”
Una gran parte
dei ricercatori russi e stranieri danno una valutazione positiva al lavoro
delle scuole russe nell’immigrazione.
Così ad
esempio, nell’articolo di M.A. Kontratyeva “Il Ginnasio russo nelle condizioni
d’immigrazione” viene fatta, attraverso il metodo storico-comparativo, un
analisi dettagliata riguardo lo stato del processo didattico russo, ottenendo
un voto è positivo.
La conclusione
dell’articolo è che i ginnasi russi provvedevano ad un’alta preparazione
generale a scuola, e insieme all’istruzione tradizionale /il sistema di
formazione di Ignat/, vennero applicate anche nuove forme di studio a livello
europeo e rispettando le condizioni e le esigenze locali.
Ma la cosa più
interessante è che molte volte viene dato come esempio estremamente positivo,
il Ginnasio russo a Shumen - Bulgaria.
Per me è
importante la Sua
opinione competente su questi due problemi diversi.
Risposta: I documenti del Ministero dell’istruzione in Bulgaria, e specialmente i
rapporti degli ispettori, che hanno ispezionato le scuole russe, parlano in
maniera in equivoca del livello delle scuole russe in Bulgaria. E in realtа,
rispetto alle scuole bulgare, quelle russe occupano un livello inferiore,
specialmente dopo più di 10-15 anni di vita in immigrazione. Il motivo di tutto
ciò sta nel fatto che nonostante i tentativi di raggiungere un livello
superiore dell’istruzione russa oltre confine, attraverso una serie di convegni
pedagogici, gli insegnanti immigranti russi rimangono al livello d’istruzione
prima della rivoluzione russa del 1917. Nonostante ciò però, la scuola russa è
stata posta allo stesso livello di quella bulgara, per quanto riguarda il
diritto dei suoi studenti di studiare negli istituti superiori in Bulgaria e in
Europa.
9. Dall’8-12
settembre 1993, al Convegno scientifico che si è tenuto “Il patrimonio
culturale dell’immigrazione russa” 1917-1940, vengono presentati i temi:
storia, filosofia, scienze e tecnica, genealogia.
È sorprendente
la posizione di una delle partecipanti bulgare F.Grinberg.
In una
discussione libera sostiene che gli immigranti russi, nella maggior parte -
portatori di idee imperiali, che si basano sulle dottrine slave, non riescono
ad inserirsi nel quadro complicato della cultura bulgara. Lei si oppone anche
all’idealizzazione dell’oltreconfine russo, sorto secondo lei, negli interventi
introduttivi della conferenza.
Dopo di lei
prendono parte anche altri partecipanti: M. Kanazirska, che racconta
dell’attività della “Società slava” in Bulgaria; A.M. Shahmaykin /Mosca/
sostiene che gli immigranti russi in Bulgaria hanno appreso il proprio soggiorno
come un istanza intermedia, e che non hanno avuto alcuna intenzione di violare
la situazione culturale in Bulgaria.
Hanno fatte
certe osservazioni anche E. Ostinino, O. Mihaylov, V. Petelin, A. Nikolyukin
N.K.
Qual è il suo
parere riguardo le affermazioni di F.Grinberg?
Risposta: Purtroppo non ho letto l’articolo di Grinberg. In genere però posso
dire che è naturale che le idee imperiali di certi immigranti russi, non
trovino popolaritа in Bulgaria. Il nostro paese è molto lontano da queste idee,
esse non possono sopravvivere in quì, siccome la Bulgaria non è mai stata
un Impero e siccome nello spazio internazionale è sempre esistita una
separazione fra i piccoli e i grandi paesi.
Hanno ragione anche quelli che sostengono
che molti scienziati russi hanno intrapreso la Bulgaria solo come una destinazione
intermedia nella loro strada verso i paesi europei più grandi, coma ad esempio la Francia e la Germania. In Bulgaria
sono rimasti soprattutto quei scienziati russi, che erano molto poveri e quelli
che, dopo essere entrati nel paese, sono riusciti ad ottenere un buon lavoro
statale e una sicurezza per la propria esistenza, come ad esempio gli
scienziati russi nell’Università di Sofia.
Secondo Lei
fino a che punto si poù parlare di contatti effettivi fra la famiglia reale e
gli immigranti russi durante gli anni del loro regno, e poi negli anni di
esilio.
Risposta: In questi tipi di contatti non possiamo cercare l’effettività. In genere questi sono legami fra “nobili reali” di due stati, che sono esistiti fra la corte bulgara reale e quella russa imperiale ancor prima della Guerra civile nella Russia. E se prima, durante questi contatti venivano risolti problemi importanti della storia dei due paesi e soprattutto quelli della Bulgaria, ora, nelle condizioni di immigrazione, questi rapporti hanno solamente un carattere emozionale e si basano al ricordo del tempo passato.
Risposta: In questi tipi di contatti non possiamo cercare l’effettività. In genere questi sono legami fra “nobili reali” di due stati, che sono esistiti fra la corte bulgara reale e quella russa imperiale ancor prima della Guerra civile nella Russia. E se prima, durante questi contatti venivano risolti problemi importanti della storia dei due paesi e soprattutto quelli della Bulgaria, ora, nelle condizioni di immigrazione, questi rapporti hanno solamente un carattere emozionale e si basano al ricordo del tempo passato.
Come autore di
una serie di ricerche e libri sul tema dell’immigrazione russa, che consiglio
darebbe ai giovani ricercatori in questo campo?
Io darei il
mio messaggio: valutare correttamente la
nostra storia, e lei?
Quali secondo
Lei sono le domande, che devono essere meglio esaminate?
Dopo la morte di Stalin nel blocco sovietico
la politica in Bulgaria in confronto degli emigrati russi cambia- diminuiscono
i processi e politiche repressivi.
12. Negli
ultimi anni vennero creati moltissimi centri di ricerca, reparti, settori,
gruppi, cattedre, archivi e altre enti, che studiano la storia
dell’immigrazione russa.
Al fine di
avere un coordinamento e tempestivitа dell’informazione, si punta moltissimo
sull’utilizzo di Internet.
È ben noto il
progetto “Storia dell’immigrazione russa nelle ricerche e nelle pubblicazioni”
/sistema informatico bibliografico/ con dirigente Oleg Anatolievich Korostelev.
È famoso anche
l’elenco “L’immigrazione russa in Bulgaria:1878-2006” e il sistema
informativo “La Russia
oltre confine in Bulgaria”, con alcuni sottosistemi importanti.
Ci sono
risultati pratici a livello nazionale e internazione su questi due progetti e
si rivela un interesse da parte degli altri stati, per avere un certi sistema
informativo?
Risposta: Questi sistemi informativi vengono compilati soprattutto da autori
russi. Questo è naturale, siccome la parte più interessata del loro lavoro è la Russia. Inoltre
sostengo, che anche per la
Bulgaria , questo tema appare periferico. Un vero e proprio
successo ebbe il suo sviluppo all’inizio degli anni ‘90, quando dovevano essere superate le
stratificazioni ideologiche e i paradigmi dell’epoca socialista. Ultimamente
questo tema si rivela sporadico in certe raccolte scientifiche e in seguito ad
alcune conferenze scientifiche.
L’intervista
e la traduzione dal bulgaro in italiano ha fatto Dott.ssa Penka Ilcheva
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