lunedì 3 settembre 2012

Emigrazione russa: intervista con Tsvetana Kyoseva


 

IV. Interviste

1. Intervista con Tsvetana Kyoseva, autrice del libro “Bulgaria e l’immigrazione russa - gli anni 20 e 50 del XX sec.”

 


Lavora da 30 anni nel museo nazionale storico: all’inizio come esperta e da dieci anni come  vice direttrice  del Museo nazionale storico di Sofia. Ha fatto tante ricerche  per l’ emigrazione russa in Bulgaria negli anni 1920- 1950 è ha scritto molti  articoli e due libri sul tema.

 

 Pubblicazioni:

 

          1. Кьосева Цветана. България и руската и руската емиграция(20-те – 50-те

  години на ХХ век). Българска народна библиотека. София. 2002 г. Болг. Язык.


2.      Кьосева, Цв. Русские эмигрантские организации в Болгарии

(общая характеристика). В: http:// http://zarubezhje.narod.ru/texts/kjoseva03.htm

3.      Кьосева, Цв. Вторая мировая война и судьба русских эмигрантов в Болгарииhttp6 http://zarubezhje.narod.ru/texts/kjoseva01.htm#_edn1          

4.      Кьосева, Цв., Недю Александров. С Христос и Македония в сърцето. С., 2000

5.     Кьосева, Цв. Руската емиграция в България 20-те – 50-те години на ХХ в. С., 2002 – резюме на руски и английски език

6.     Кьосева, Цв. Царските колекции в българските музеи, архиви и библиотеки. С., 2004

7.       Кьосева, Цв. Българо-съветските отношения. Пропаганда и конюнктура (1944-    1949).- Исторически преглед. 1999. № 1-2.               

8.      Кьосева, Цв. Дружеството на руските художници в България 1929-1945. – В:

 Руски художници в България. Изложба. Каталог. С., 1995.

9.      Кьосева, Цв. Ликвидация на руските емигрантски организации в България. –   В: България и Русия. Нови идеи, нови проблеми. С., 1999.          

10.     Кьосева, Цв. Руската емиграция и българската държава 20-те – 50-те години на ХХ век. – В: Бялатаемиграция в България. С., 2001, с. 51-70.              

11.     Кьосева, Цв. Русская эмигрантскя печать в Болгарии. – В: Русское слово. №7, София, сунтьбрь ,1999.

                

 12.       Кьосева, Цв. Русские художники эмигранти в Болгарии. – В: Славяне(Москва). 1997, №4.                

 13.       Кьосева, Цв. Русские эмигрантские организации в Болгарии. – В: Русские в  Болгарии. С., 1999.

14.       Кьосева, Цв. С дъх на печатарско мастило. С., 1989

                        15..      Кьосева, Цв. Неизвестный американский архив о русских  

                     беженцах в Турции В:http:/ http://zarubezhje.narod.ru/texts/turkey.htm        

 

Intervista:        

1. Egregia sig.ra Kyoseva,

sono ben note le due esposizioni, dedicate all’immigrazione russa in Bulgaria: una era organizzata e tenuta il 29 marzo 2006, alla quale lei partecipa direttamente , e l’altra - nella sala d’esposizione delle Repubbliche federative russe a Mosca - il 14.02.2007.

È indubbia e unanime l’opinione che la Bulgaria appartiene ai paesi, aventi un ruolo importante per il destino degli immigranti russi. Avendo presente il capitolo nuovo e finora rimasto ignoto della storia dell’immigrazione russa, potrebbe comunicarci la propria opinione sulla questione dell’adattamento degli immigranti russi in Bulgaria durante gli anni 1920-1950 e il loro influsso sulla cultura bulgara.

Sappiamo bene che molti ingegneri, avvocati, medici, artisti e insegnanti provenienti dalla Russia, non solo penetrano nella vita della società bulgara, ma addirittura contribuiscono con la propria esperienza ad introdurre una parte della cultura russa, che è sempre stata apprezzata in tutto il mondo.  

Può delineare alcune delle tendenze d’influsso più significative degli immigranti russi nella vita socio-politica e culturale in Bulgaria?

 

 

Risposta:
In genere gli immigranti russi non fanno parte nella vita politica della Bulgaria, e con poche eccezioni (durante l’Insurrezione di settembre del 1923) non partecipano quasi più agli eventi politici. Loro vivono la propria vita nelle colonie russe nel paese, cercando di conservare la propria identità nazionale russa. Una parte dell’intelligenza russa però, cerca di penetrare nella nostra vita culturale. Il maggior successo ha la loro partecipazione nell’ambito delle scienze e dell’arte. Sappiamo bene che scienziati russi pongono le basi della Facoltà di medicina presso l’Università di Sofia e dello studio veterinario. Sono indiscussi i contributi degli scienziati russi nel campo della ginecologia e della lotta contro le malattie veneree.

Una parte dei pittori immigranti russi (Mihail Maletski, Mihaylo Parashchuk, Nikolay Rostovtsev ecc.) lasciano notevoli tracce nella vita artistica. Il maggior successo sembra avere l’adattamento di Vadim Lazarkevich, che negli anni 20-40 del XX sec., riesce ad illustrare centinaia di libri per bambini, degli autori bulgari più grandi come Elin Pelin, Ran Bosilek, Vesa Paspaleeva ecc., e trasformarsi in un classico dell’illustrazione bulgara per bambini.

 

2. Lei è autore del libro “La Bulgaria e l’immigrazione russa - gli anni 20 e 50 del XX sec.”. Insieme al contenuto del Suo libro e alle pubblicazioni sul tema, ho avuto la possibilità di conoscere una gran parte della letteratura bulgara e di quella straniera, legate all’immigrazione russa, e mi permetterò di esprimere la propria opinione decisiva, che la forza del Suo libro si basa ai documenti, dai quali Lei fa conclusioni e opinioni sopratutto in base a fatti già provati. 

 

    Ho letto anche il libro” "l'emigrazione russa in Bulgaria”, Centro  Internazionale

    dei problemi delle minoranze e delle interazioni culturali, S., 2002, 592 pp.

 Il libro ripercorre l’adattamento di emigrati russi, la storia delle loro scuole e organizzazioni, e le loro relazioni con le autorità bulgare del loro arrivo nel paese nei primi anni 20’anni del ventesimo secolo fino alla loro definitiva disintegrazione come una minoranza nazionale, imposto sotto la pressione sovietica alla fine a 50’anni. In altre parole, il destino di coloro 35000 inteligenti, soldati e gente comune che sono stabiliti in Bulgaria dopo la rivoluzione e la guerra civile nel 1917 e 1918 in Russia.

Il contenuto è ricco d’esempi, provanti un’altra caratteristica concreta positiva e diversa dalle altre opere scientifiche: la vasta conoscenza della ricca letteratura russa di memorie, le biblioteche personali, lettere e ricordi degli stessi immigranti russi e dei loro discendenti.


                                                                                            
 Confrontandoli con i fatti storici concreti, le Sue conclusioni e affermazioni assumo un carattere convincente e sono un punto di riferimento preciso per una ricerca approfondita e studio dei singoli lati della storia dell’immigrazione russa.

Può raccontare dei momenti che Le fanno più grande impressione nel corso del lavoro sul libro. Incontri interessanti, difficoltà, impressioni ecc.

                                                                                                         

Risposta: Quello che lei ha detto è indispensabile per ogni ricerca scientifica approfondita. Il confronto di documenti, ricordi, registrazioni di interviste con partecipanti vivi agli eventi o con loro eredi, è assolutamente indispensabile, per tracciare la verità storica di un’epoca e il posto degli immigranti russi in essa,  ancor più che al momento della stampa del libro non esisteva nessuna opera riassuntiva su questo problema. Il mio libro recuperò il processo storico soprattutto riguardo al ruolo dello Stato Bulgaro nell’accoglimento e nell’adattamento dei russi. In questo senso il libro è un’opera fondamentale per tutti quelli che in futuro scriveranno degli immigranti russi in Bulgaria.

Durante il mio lavoro sul libro e il confronto delle fonti storiche, mi fecero impressione alcuni, a prima vista, paradossi storici. In primo posto, ad esempio, il fatto che un governo, quasi reattivo, come quello di Aleksandar Tsankov, sulla volontа di cui in Bulgaria si apre una vera e propria guerra civile (1923-1925), abbia un atteggiamento del tutto positivo nei confronti degli immigranti russi, e il suo governo è stato chiamato da me “il secolo d’oro” per i russi in Bulgaria. Questo fatto può essere spiegato con i cambiamenti che si sono osservati in quel periodo nella politica estera del paese e la creazione dell’USSR - momenti che sono ben spiegati nel libro. Un caso simile è quello con il destino degli immigranti russi nella Bulgaria di patria dopo il 1944. L’USSR, che fino alla Seconda guerra mondiale ha un atteggiamento del tutto negativo nei loro confronti, dopo il 1946, basandosi sui propri bisogni, inizia una politica della loro attrazione e del loro ritorno nella Patria. Sotto il suo influsso il governo bulgaro, che fino al 1946, sempre sotto l’influsso della USSR, ha un atteggiamento negativo nei confronti degli immigranti russi, comincia all’improvviso ad attirarli al nuovo governo, cercando di “rieducarli” nello spirito socialista.

 

3. Nel libro Lei parla molto del problema dell’attività esclusiva degli immigranti russi nella vita sociale in Bulgaria e delle organizzazioni che hanno creato. Ha anche scritto un articolo assai vasto su questo tema.

Nel libro di Okorolov A.V. “I segni dell’immigrazione russa” 1920-1990, la Bulgaria viene citata come un paese, assicurante condizioni favorevoli per l’esistenza delle organizzazioni emigranti russe e la loro simbolica.

Secondo Lei, quale delle organizzazioni degli immigranti russi nel periodo 1920-1950, hanno avuto stretti rapporti con le organizzazioni bulgare?

La maggior parte delle organizzazioni degli immigranti russi sono legate alle associazioni di questo tipo in Europa.

Esistono casi quando organizzazioni, gruppi, associazioni ecc. bulgare vengono creati su iniziativa di organizzazioni immigranti russe o singoli immigranti russi?

 

Risposta: In genere tutte le organizzazioni immigranti si occupano soprattutto dei propri problemi. Per quanto però, esse vivano in Bulgaria, è ovvio che cerchino di mettersi in contatto con organizzazioni bulgare. Questo assicura loro maggiori possibilità di adattarsi e vivere nel paese. Quindi si può dire che quasi tutte le organizzazioni russe cercano di avvicinarsi a simili strutture bulgare. In questo senso rapporti molto stretti con i bulgari tengono l’Associazione accademica russa, l’Associazione dei pittori russi, l’Associazione dei giornalisti russi ecc. Pare siano esclusi da questo schema solo le organizzazioni delle colonie russe, come ad es. “Colonia russa a Pernik”, “Colonia russa a Plovdiv” ecc., che tendono soprattutto a facilitare la vita personale dei russi nel rispettivo luogo popolato. Per quell che riguarda la questione se sono state create organizzazioni bulgare su iniziativa dei russi, Le rispondo in maniera decisiva, che non ci sono casi del genere.

 

3.  D’accordo con l’opinione che il contatto fra due culture di parentela, anche se diverse, può solo arricchire sia l’una che l’altra, da quasi tutti gli scienziati viene commentata la questione della dissomiglianza nei rapporti dei singoli paesi nei confronti degli immigranti russi. Cosa distingue la Bulgaria dagli altri stati, per quanto riguarda la questione di creare condizioni favorevoli per conservare e sviluppare la cultura degli immigranti russi?

 

Risposta: Come più volte ho già menzionato nel libro, la maggioranza dei governi bulgari assicurano condizioni favorevoli per lo sviluppo della cultura russa e per la conservazione dell’identità nazionale delle organizzazioni sociali russe. Per questo fatto c’è un motivo storico concreto - una serie di fattori emozionali e motivi pragmatici, che mancano in molti degli altri stati europei, che hanno accolto immigranti russi. La loro combinazione crea un’atmosfera specifica in Bulgaria, in seguito alla quale i russi, durante quasi tutti i periodi storici, sono stati accolti benissimo in Bulgaria. Questa politica colloca il nostro paese al terzo posto (dopo la Cecoslovacchia e la Yugoslavia) fra gli stati che hanno assicurato le migliori condizioni di vita dell’immigrazione russa dalla Guerra civile nella Russia.

 

4. Ha qualche osservazione o impressione riguardo l’interesse dei ricercatori americani verso il tema dell’immigrazione russa in Bulgaria?

Mi ha impressionato moltissimo il Suo articolo “L’archivio americano sconosciuto dei profughi russi in Turchia” dalla rubrica “La Russia oltre confine” del portale “I Russi in Bulgaria”.

Appena poco tempo fa ho procurato il preziosissimo “Vocabolario enciclopedico biografico”, il così detto “Libro d’oro dell’immigrazione”. Leggendo il suo contenuto - le pagine sono 700, si vede che sono stati collocati solamente cinque immigranti russi famosi, residenti in Bulgaria. Cominciando a conoscere le biografie degli altri immigranti russi, soggiornati negli Stati Uniti e nella Francia, si rivela il fatto interessante che una gran parte di loro hanno viaggiato spesso per la Bulgaria e si sono fermati per certi periodi di tempo. I loro viaggi attestano i contatti attivi con gli immigranti russi in Bulgaria.

È notevole il numero delle valutazioni positive e delle impressioni da e per la Bulgaria. Secondo me, queste possono essere oggetto di una ricerca specializzata dal punto di vista culturologico, ma seguendo a tutti i costi il metodo interdisciplinare.

Qual’è la Sua opinione su questo e ha una certa posizione sul problema dei contatti degli immigranti russi in Bulgaria e i loro connazionali fuori della Bulgaria?

 

Risposta: Il tema dell’immigrazione russa non è assai popolare negli Stati Uniti. Per i ricercatori americani questo è un problema superficiale. Con gli emigranti russi si sono occupati la maggioranza dei pubblicisti, che hanno pubblicato materiali nella rivista “La nuova rivista”. Un’eccezione da questo schema fa la ricerca di Mark Raev “Russia abroad”, che occupa un livello scientifico assai elevato.

Gli immigranti russi in Bulgaria hanno sempre tenuto rapporti con i propri connazionali fuori della Bulgaria. Questo è legato molto spesso anche a concreti legami di parentela - certe volte una famiglia risulta essere divisa in più di un paese - una parte risiede in Bulgaria, un’altra parte in Germania o negli Stati Uniti. Inoltre, gran parte delle organizzazioni immigranti sono state create come suddivisioni di organizzazioni immigranti russe europee, aventi i loro centri in Parigi, Berlino ecc., e quindi i rapporti fra di loro sono assolutamente indispensabili.

 

5. Nel libro Lei fa un’opposizione seria verso una delle considerazioni del giovane ricercatore serbo Miroslav Yovanovich, riguardo l’adattamento dei profughi russi in Bulgaria e la movimentazione del numero di immigranti, valutato in maniera ristretta, cioè senza prendere in considerazione il ruolo degli altri fattori in questi processi.

Lei valuta come poco seria anche la conclusione dell’autore riguardo i contrasti fra il livello intellettuale elevato dei profughi russi e la popolazione bulgara semianalfabeta come una fattore che ostacola l’adattamento dei profughi.

Nel 2005 uscì il libro di M.Yovanovich, redatto in base alla sua dissertazione di dottorato sullo stesso tema “L’immigrazione russa nei Balcani 1920-1940”. Nell’introduzione al libro l’autore esprime la propria gratitudine verso una serie di scienziati bulgari dall’Università di Sofia e quella di Tarnovo in Bulgaria.

Non crede che facendo una tale ricerca, che esce all’infuori dell’ambito della ricerca nazionale, in questo caso a livello balcanico, dovrebbe essere allargato il cerchio dei partecipanti?

 

Risposta: In questo caso sono importantissime le fonti, che il collega Yovanovich impiega nel proprio libro. La ricerca di cui parlo nel mio libro, è una delle sue prime ricerche su questo tema. In essa non erano state adoperate abbastanza fonti bulgare. Nella mia critica, io ho rilevato solo il fatto che il tempo di cui lui scrive, in Bulgaria l’istruzione elementare era obbligatoria per legge e non possiamo assolutamente parlare di una popolazione bulgara semianalfabeta.

Il nuovo libro di M. Yovanovich è a un livello scientifico molto più elevato rispetto alle sue prime pubblicazioni. In genere ogni autore ha il diritto di fare simili ricerche, riguardanti intere regioni, come ad esempio la penisola Balcanica. In questo tipo di ricerche i problemi riguardanti un certo paese (in questo caso la Yugoslavia) sono ad un livello più alto, rispetto ai problemi che si rivelano ad esempio in Turchia o in Bulgaria. Per avere un quadro completo del processo storico dei balcani, per quanto riguarda gli immigranti russi, sono assolutamente necessari gli sforzi di una serie di specialisti da tutti i paesi balcanici.

 

 

6. È coinvolgente il Suo pensiero nel libero, che “…nelle condizioni di politica opportunistica la Bulgaria praticamente non ha la possibilità e non può condurre una politica estera autonoma”.

Inoltre Lei sostiene, che nelle recenti ricerche e nelle opere non viene quasi toccato il ruolo dell’Unione dei popoli per l’accoglimento degli immigranti russi.

Poù dirci meglio in quale campi d’azione si manifesta soprattutto il ruolo di tale organo?

 

Risposta: Quando un paese si trova in stato di occupazione effettiva o celata, esso non può condurre una politica estera autonoma ed è sempre soggetto alla volontа degli occupatori.

L’Unione dei popoli viene creata dopo la Prima guerra mondiale come il primo organo autorevole internazionale, realizzante una politica internazionale in riferimento a grandissimi gruppi della popolazione mondiale. Il suo ruolo è importantissimo per quanto riguarda i problemi degli immigranti, sorti in seguito al crollo di tanti paesi multinazionali dopo la Prima Guerra mondiale. In questo senso in primo posto è la politica atta a creare una certa categoria internazionale di società “Passaporto di Nansen”, che consente agli immigranti di usare la cittadinanza “internazionale”, dato che lo stato, a cui appartenevano (la Russia), ormai non esiste più. È importantissimo il ruolo delle Nazioni Unite, anche nelle ricerche degli immigranti russi dal Bisanzio, in una serie di stati europei e negli Stati Uniti, al fine di non avere un accumulo di immigranti in un paese.

 

7. Lei definisce come terza condizione, del Suo lavoro scientifico, lo superamento di stereotipi e stratificazioni per quanto riguarda gli immigranti russi.

Ricorda dei cambiamenti durante gli ultimi anni ’90, del crollo del paradigma di confronto come una base delle ricerche storiche di abbandono della valutazione di classe dell’immigrazione russa.

È forte anche il Suo avviso per il bisogno di liberarsi anche dei “paradigmi, sorti nello stesso ambiente immigrativo e legati alle sue autovalutazioni elevate”.

Nella rubrica “la Russia oltre confine” ci sono molti materiali da immigranti russi e dai loro eredi: ricordi, narrazioni, studi ecc.

Qual’è la Sua opinione per tutto questo?

 

Risposta: Nelle fonti storiche le memorie sono quelle meno sicure. Di solito le memorie vengono scritte alla fine della vita di una certa persona, allo scopo di giustificare o esalare le azioni del loro autore o di terzi. Questo deriva dal fatto, che nonostante la persona fosse partecipante agli eventi, di sicuro non avrebbe accesso ad una serie di altre decisioni o considerazioni molto più elevate, che hanno dettato la concreta soluzione di un certo problema, cioè non comprende bene le motivazioni storico-concretizzanti degli eventi. Un evento deve essere giudicato prendendo in considerazione il suo posto nel processo integrale. Questo però risulta possibile solo dopo aver fatto un confronto di almeno tre fonti indipendenti.

 

 

8. Nel corso del mio lavoro, mi coinvolse molto il libro, spesso citato, “I bambini dell’immigrazione - ricordi”, Mosca 2001: ricordi tragici per il destino dei bambini degli immigranti russi, in particolare loro composizioni nelle scuole russe nella Cecoslovacchia.

Il tema della scuola russa in Bulgaria trova un posto anche nel Suo libro. Lei dice che la maggior parte degli esempi sono stati presi dai documenti, con carattere di valutazione e resoconto, da organi e commissioni bulgari locali e didattici, durante il periodo 1920-1950.

In genere la valutazione delle scuole russe in Bulgaria è che “…non sono all’altezza di quelle bulgare. Nonostante gli sforzi delle istituzioni pedagogiche russe, il processo didattico russo rimane sempre così allentato e scolastico, restando molto indietro dalle esigenze moderne del tempo.”

Una gran parte dei ricercatori russi e stranieri danno una valutazione positiva al lavoro delle scuole russe nell’immigrazione.

Così ad esempio, nell’articolo di M.A. Kontratyeva “Il Ginnasio russo nelle condizioni d’immigrazione” viene fatta, attraverso il metodo storico-comparativo, un analisi dettagliata riguardo lo stato del processo didattico russo, ottenendo un voto è positivo.

La conclusione dell’articolo è che i ginnasi russi provvedevano ad un’alta preparazione generale a scuola, e insieme all’istruzione tradizionale /il sistema di formazione di Ignat/, vennero applicate anche nuove forme di studio a livello europeo e rispettando le condizioni e le esigenze locali.

Ma la cosa più interessante è che molte volte viene dato come esempio estremamente positivo, il Ginnasio russo a Shumen - Bulgaria.

Per me è importante la Sua opinione competente su questi due problemi diversi.

 

 

Risposta: I documenti del Ministero dell’istruzione in Bulgaria, e specialmente i rapporti degli ispettori, che hanno ispezionato le scuole russe, parlano in maniera in equivoca del livello delle scuole russe in Bulgaria. E in realtа, rispetto alle scuole bulgare, quelle russe occupano un livello inferiore, specialmente dopo più di 10-15 anni di vita in immigrazione. Il motivo di tutto ciò sta nel fatto che nonostante i tentativi di raggiungere un livello superiore dell’istruzione russa oltre confine, attraverso una serie di convegni pedagogici, gli insegnanti immigranti russi rimangono al livello d’istruzione prima della rivoluzione russa del 1917. Nonostante ciò però, la scuola russa è stata posta allo stesso livello di quella bulgara, per quanto riguarda il diritto dei suoi studenti di studiare negli istituti superiori in Bulgaria e in Europa.

 

9. Dall’8-12 settembre 1993, al Convegno scientifico che si è tenuto “Il patrimonio culturale dell’immigrazione russa” 1917-1940, vengono presentati i temi: storia, filosofia, scienze e tecnica, genealogia.

È sorprendente la posizione di una delle partecipanti bulgare F.Grinberg.

In una discussione libera sostiene che gli immigranti russi, nella maggior parte - portatori di idee imperiali, che si basano sulle dottrine slave, non riescono ad inserirsi nel quadro complicato della cultura bulgara. Lei si oppone anche all’idealizzazione dell’oltreconfine russo, sorto secondo lei, negli interventi introduttivi della conferenza.

Dopo di lei prendono parte anche altri partecipanti: M. Kanazirska, che racconta dell’attività della “Società slava” in Bulgaria; A.M. Shahmaykin /Mosca/ sostiene che gli immigranti russi in Bulgaria hanno appreso il proprio soggiorno come un istanza intermedia, e che non hanno avuto alcuna intenzione di violare la situazione culturale in Bulgaria.

Hanno fatte certe osservazioni anche E. Ostinino, O. Mihaylov, V. Petelin, A. Nikolyukin N.K.

Qual è il suo parere riguardo le affermazioni di F.Grinberg?

 

Risposta: Purtroppo non ho letto l’articolo di Grinberg. In genere però posso dire che è naturale che le idee imperiali di certi immigranti russi, non trovino popolaritа in Bulgaria. Il nostro paese è molto lontano da queste idee, esse non possono sopravvivere in quì, siccome la Bulgaria non è mai stata un Impero e siccome nello spazio internazionale è sempre esistita una separazione fra i piccoli e i grandi paesi.

Hanno ragione anche quelli che sostengono che molti scienziati russi hanno intrapreso la Bulgaria solo come una destinazione intermedia nella loro strada verso i paesi europei più grandi, coma ad esempio la Francia e la Germania. In Bulgaria sono rimasti soprattutto quei scienziati russi, che erano molto poveri e quelli che, dopo essere entrati nel paese, sono riusciti ad ottenere un buon lavoro statale e una sicurezza per la propria esistenza, come ad esempio gli scienziati russi nell’Università di Sofia.

 

10. In quasi tutte le lingue è stata tradotta l’intervista dell’edizione più vecchia dell’immigrazione russa con Simeone Saxe-Cobourg-Gotha (Simeone di Bulgaria). Ancor di più sono i commenti sulla stessa intervista. In risposta alla domanda dei suoi contatti con l’immigrazione russa della I-ma onda, Simone racconta dei propri incontri con i noti rappresentanti della famiglia Romanovi negli Stati Uniti, Londra, Parigi, con il gran principe Vladimir Kirilovich, che si stabilisce in Spagna con l’intera famiglia.

Secondo Lei fino a che punto si poù parlare di contatti effettivi fra la famiglia reale e gli immigranti russi durante gli anni del loro regno, e poi negli anni di esilio.

 Risposta: In questi tipi di contatti non possiamo cercare l’effettività. In genere questi sono legami fra “nobili reali” di due stati, che sono esistiti fra la corte bulgara reale e quella russa imperiale ancor prima della Guerra civile nella Russia. E se prima, durante questi contatti venivano risolti problemi importanti della storia dei due paesi e soprattutto quelli della Bulgaria, ora, nelle condizioni di immigrazione, questi rapporti hanno solamente un carattere emozionale e si basano al ricordo del tempo passato.

 

 11. Nella sua voce di Vice Direttore del Museo storico nazionale - Sofia, cosa crede di cambiare d’ora in poi, per quanto riguarda l’attività scientifica dell’immigrazione russa in Bulgaria, e cosa crede sia importante conservare?

Come autore di una serie di ricerche e libri sul tema dell’immigrazione russa, che consiglio darebbe ai giovani ricercatori in questo campo?

Io darei il mio messaggio: valutare correttamente la nostra storia, e lei?

Quali secondo Lei sono le domande, che devono essere meglio esaminate?

 


 Risposta: Il tema dell’immigrazione russa in Bulgaria è assai vasto. La mia ricerca concerne la base - la situazione politica, nella quale vivono gli immigranti russi in Bulgaria e il ruolo principale dello Stato Bulgaro, diretto a creare condizioni favorevoli e non favorevoli per la loro vita. All'inizio degli anni 50 – la situazione politica in Bulgaria peggiorata enormemente. Проводились десятки процессов против "врагов социализма". Ci sono state         decine di procedimenti nei confronti di emigrati russi, c.d. “ belogvardeijzi” -"nemici del socialismo". В обстановке усилившейся шпиономании МВР делает главный вывод: оставшиеся в Болгарии белоэмигранты являются "проводниками фашизма" и "контингентом для чужих разведслужб".

Dopo la morte di Stalin nel blocco sovietico la politica in Bulgaria in confronto degli emigrati russi cambia- diminuiscono i processi e politiche repressivi.

 

Come ho già detto, questa è una ricerca fondamentale, perché altrimenti non potrebbero essere spiegati una serie di fatti per il ruolo dell’immigrazione russa in Bulgaria. In questo tema però, c’è un vastissimo campo di ricerca per ulteriori esami, come ad esempio le così dette “personalie” - singole persone, che hanno lavorato nei vari campi della scienza, della cultura, dell’economia ecc., il tema delle colonie russe nelle singole città, la chiesa Ortodossa russa in Bulgaria e molti altri. Ai giovani scienziati che lavoreranno in questo campo scientifico, raccomando di non fidarsi solamente a una fonte e di confrontare sempre i fatti, servendosi almeno di due fonti separate. Naturalmente raccomanderei loro di usare anche il mio libro come base, per poter collocare certe persone in un concreto ambiente storico, che ha determinato le loro azioni o mancanza di tali azioni.

 

12. Negli ultimi anni vennero creati moltissimi centri di ricerca, reparti, settori, gruppi, cattedre, archivi e altre enti, che studiano la storia dell’immigrazione russa.

Al fine di avere un coordinamento e tempestivitа dell’informazione, si punta moltissimo sull’utilizzo di Internet.

È ben noto il progetto “Storia dell’immigrazione russa nelle ricerche e nelle pubblicazioni” /sistema informatico bibliografico/ con dirigente Oleg Anatolievich Korostelev.

È famoso anche l’elenco “L’immigrazione russa in Bulgaria:1878-2006” e il sistema informativo “La Russia oltre confine in Bulgaria”, con alcuni sottosistemi importanti.

Ci sono risultati pratici a livello nazionale e internazione su questi due progetti e si rivela un interesse da parte degli altri stati, per avere un certi sistema informativo?

 

Risposta: Questi sistemi informativi vengono compilati soprattutto da autori russi. Questo è naturale, siccome la parte più interessata del loro lavoro è la Russia. Inoltre sostengo, che anche per la Bulgaria, questo tema appare periferico. Un vero e proprio successo ebbe il suo sviluppo all’inizio degli anni ‘90,  quando dovevano essere superate le stratificazioni ideologiche e i paradigmi dell’epoca socialista. Ultimamente questo tema si rivela sporadico in certe raccolte scientifiche e in seguito ad alcune conferenze scientifiche.

  E infine, ringraziando La per la dedica che mi ha fatto regalandomi il  suo l’ultimo libro e di esser stata così esauriente e ben disposta, Le auguro un lavoro molto creativo.

 

L’intervista e la traduzione dal bulgaro in italiano ha fatto Dott.ssa Penka Ilcheva

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