venerdì 31 agosto 2012

emigrazione russa: varietà della terminologia


II. Qualche riflessioni :

1. L’imprecisione e la grande varietà della terminologia nel campo scientifico del tema dell’emigrazione russa in Bulgaria
Dott.ssa Penka Ilcheva

 

-               emigrazione russa

 

Il termine “russi” è un etnonimo (termino dell’etnografia) relativamente tardo, per la cui provenienza esistono due ipotesi. Secondo l’ipotesi “settentrionale”, questo termine è di provenienza scandinava e significa “canottaggio, pesca, scalo” ed è legato con i marinai-variaghi, tribù scandinave che in molte fonti vengono indicate come i fondatori delle prime unioni statali russe. L’ipotesi “meridionale” si appoggia alla proposta che l’etnonimo “russo” proviene dal nome del primo stato russo - Russia di Kiev, e non come termine tribale, ma come termine etnografico. Ci sono ancora molte ipotesi sulla provenienza dell’etnonimo.

I russi fanno parte della comunità metaetnica slava, la cui formazione si riporta verso la metà del I-mo millennio a.C. Nel periodo 5-7 secolo a.C., comincia il processo di differenziazione culturale e linguistica degli slavi, che porta alla loro separazione in tre gruppi - orientali, settentrionali e meridionali. I russi appartengono alla comunità linguistica slavo-orientale.

Il termine “russi” indica i russi etnici, i così detti “grandi russi”. La comunità etnica russa si divide in due grandi gruppi - russa settentrionale e russa meridionale, in base a due dialetti principali (“okasht” e “akasht” a seconda della pronuncia della lettera “o” nel discorso russo), esistono anche parlate russe transitorie (Ageeva 2000, 263-264). Il termine più largo “rossiani” (cittadini della Federazione russa) viene legato alle varie comunità etniche, che vivono sul territorio della Federazione russa. Nella scienza russa è stato adottato il termine “emigranti dalla Russia” (per l’immigrazione fino alla rivoluzione), che unisce i popoli abitanti sul territorio dell’Impero russo.

Il colore bianco viene considerato come il colore dell’ordine, della lealtà, della legge, contrapposto al colore rosso, che è tradizionale per la rivoluzione (un’altra versione vedi Georgi Vengelevski, discendente di immigranti bianchi: “Voglio dirvi da dove proviene - non secondo ricerche, ma secondo richieste - il termine “Immigrazione bianca”. Durante i discorsi con gli anziani, con i nostri genitori e con l’immigrazione, che sta ora all’estero, la cosa principale deriva dalla prima marcia di gen.  Kornilov. La canzone preferita di questa parte, che si oppone contro la Rivoluzione di ottobre, è una canzone-romanzo “ Beloij arazzij , zvijat dushistij”. Loro avevano una buona istruzione musicale, cantavano molti romanzi e pian piano il romanzo si trasformò in simbolo e da lì il colore bianco si contrappose al colore rosso, che ancora dalla Rivoluzione francese è rosso” (Markov 2001:445).

L’Inghilterra occupa la parte dietro il Mar Caspio e l’Azerbaigian, la Germania occupa la Polonia, le repubbliche in torno al Mar Baltico, Belarus e Ucraina. Le armate dell’ammiraglio Kolchak occupano la Siberia; nella parte nord-occidentale combatte il generale N. Yudenich; il generale A. Denikin occupa il Caucaso settentrionale; il corpo ceco si posiziona sui territori fra Kazan e Vladivostok. Nei territori conquistati  vengono formati dei governi temporanei dalla coordinazione generale, che presto vengono spazzati via dalla struttura di commando, che ha incaricato A. Kolchak per comandante superiore (riconosciuto dall’Intesa). Al 1918 tre quarti del territorio del paese stanno in mano alla guardia bianca e agli alleati occidentali. Ma le azioni conclusive di V. Lenin, la creazione di una nuova armata di massa e il Consiglio della difesa degli operai, coordinanti le azioni della fronte orientale, occidentale e settentrionale, “l’Armata a cavalli” di S. Budyoni, rovesciano il corso delle azioni militari (anche se, nel 1918 i bianchi giungono quasi fino a Mosca, e nel 1919 l’Armata volontaria del generale Denikin conquista l’Ucraina, mentre il generale Yudenich giunge fino a Petrograd). All’inizio del 1920 quasi tutte le parti della guardia bianca vennero sconfitte. Per governatore delle terre bianche viene nominato il generale Pyotr fon Vrangel, che venne sconfitto dall’armata Rossa sotto il comando di M. Frunze. Così crolla l’ultima base della guardia bianca a Crim, che diventa parte “sovietica”.

continua...
Dott.ssa Penka Ilcheva

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