II. Qualche riflessioni :
1. L’imprecisione e la grande varietà della terminologia nel campo
scientifico del tema dell’emigrazione russa in Bulgaria
Dott.ssa Penka Ilcheva
Dott.ssa Penka Ilcheva
- emigrazione russa
Il termine
“russi” è un etnonimo (termino dell’etnografia) relativamente tardo, per la cui
provenienza esistono due ipotesi. Secondo l’ipotesi “settentrionale”, questo
termine è di provenienza scandinava e significa “canottaggio, pesca, scalo” ed
è legato con i marinai-variaghi, tribù scandinave che in molte fonti vengono
indicate come i fondatori delle prime unioni statali russe. L’ipotesi
“meridionale” si appoggia alla proposta che l’etnonimo “russo” proviene dal
nome del primo stato russo - Russia di Kiev, e non come termine tribale, ma
come termine etnografico. Ci sono ancora molte ipotesi sulla provenienza
dell’etnonimo.
I russi fanno
parte della comunità metaetnica slava, la cui formazione si riporta verso la
metà del I-mo millennio a.C. Nel periodo 5-7 secolo a.C., comincia il processo
di differenziazione culturale e linguistica degli slavi, che porta alla loro
separazione in tre gruppi - orientali, settentrionali e meridionali. I russi
appartengono alla comunità linguistica slavo-orientale.
Il termine
“russi” indica i russi etnici, i così detti “grandi russi”. La comunità etnica
russa si divide in due grandi gruppi - russa settentrionale e russa
meridionale, in base a due dialetti principali (“okasht” e “akasht” a seconda
della pronuncia della lettera “o” nel discorso russo), esistono anche parlate
russe transitorie (Ageeva 2000, 263-264). Il termine più largo “rossiani”
(cittadini della Federazione russa) viene legato alle varie comunità etniche,
che vivono sul territorio della Federazione russa. Nella scienza russa è stato
adottato il termine “emigranti dalla Russia” (per l’immigrazione fino alla
rivoluzione), che unisce i popoli abitanti sul territorio dell’Impero russo.
Il colore bianco
viene considerato come il colore dell’ordine, della lealtà, della legge,
contrapposto al colore rosso, che è tradizionale per la rivoluzione (un’altra
versione vedi Georgi Vengelevski, discendente di immigranti bianchi: “Voglio
dirvi da dove proviene - non secondo ricerche, ma secondo richieste - il
termine “Immigrazione bianca”. Durante i discorsi con gli anziani, con i nostri
genitori e con l’immigrazione, che sta ora all’estero, la cosa principale
deriva dalla prima marcia di gen.
Kornilov. La canzone preferita di questa parte, che si oppone contro la Rivoluzione di
ottobre, è una canzone-romanzo “ Beloij arazzij , zvijat dushistij”. Loro
avevano una buona istruzione musicale, cantavano molti romanzi e pian piano il
romanzo si trasformò in simbolo e da lì il colore bianco si contrappose al
colore rosso, che ancora dalla Rivoluzione francese è rosso” (Markov 2001:445).
L’Inghilterra
occupa la parte dietro il Mar Caspio e l’Azerbaigian, la Germania occupa la Polonia , le repubbliche in
torno al Mar Baltico, Belarus e Ucraina. Le armate dell’ammiraglio Kolchak
occupano la Siberia ;
nella parte nord-occidentale combatte il generale N. Yudenich; il generale A.
Denikin occupa il Caucaso settentrionale; il corpo ceco si posiziona sui
territori fra Kazan e Vladivostok. Nei territori conquistati vengono formati dei governi temporanei dalla
coordinazione generale, che presto vengono spazzati via dalla struttura di
commando, che ha incaricato A. Kolchak per comandante superiore (riconosciuto
dall’Intesa). Al 1918 tre quarti del territorio del paese stanno in mano alla
guardia bianca e agli alleati occidentali. Ma le azioni conclusive di V. Lenin,
la creazione di una nuova armata di massa e il Consiglio della difesa degli
operai, coordinanti le azioni della fronte orientale, occidentale e
settentrionale, “l’Armata a cavalli” di S. Budyoni, rovesciano il corso delle
azioni militari (anche se, nel 1918 i bianchi giungono quasi fino a Mosca, e
nel 1919 l’Armata volontaria del generale Denikin conquista l’Ucraina, mentre
il generale Yudenich giunge fino a Petrograd). All’inizio del 1920 quasi tutte
le parti della guardia bianca vennero sconfitte. Per governatore delle terre
bianche viene nominato il generale Pyotr fon Vrangel, che venne sconfitto
dall’armata Rossa sotto il comando di M. Frunze. Così crolla l’ultima base
della guardia bianca a Crim, che diventa parte “sovietica”.
continua...
Dott.ssa Penka Ilcheva
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