" I bambini dell'immigrazione russa"
La speranza
Il linguaggio delle lettere
Il linguaggio delle lettere
È difficile
rappresentare la tragedia della situazione, il caos e la crudeltà del precorso
fra il nuovo mondo socialista sorto nel sangue, mai visto prima e il “vecchio
ordine” già conosciuto da secoli. Lo sviluppo veloce degli eventi, che il
pensiero non riesce a seguire: il potere sorprendete del rifiuto
dell’imperatore di salire sul trono; la speranza per “qualcosa di bello”,
perché tutti stanno sperando e aspettando questa cosa bella; le urla di
eguaglianza e fraternità e il canto unito della “Marsilesa” e “la
trasformazione delle liti in un incendio”; lo scambio della gioia con “lacrime
e pianti”; le notizie devastanti dal fronte… “L’incendio della terra russa da
tutte le parti” dove si sente “il rumore del suo crollo”.
È autentica la
voce delle memorie infantili in quell’època, risuonante fra i documenti
dell’immigrazione bianca, pubblicati recentemente /il libro “L’immigrazione
infantile - memorie”/ e citata nell’articolo di Petrusceva,1997: “È arrivata la
rivoluzione” . Il potere cambiava ogni giorno: un giorno erano in campo gli
uomini di Petlyorov, il giorno prossimo - quelli di Mahnov, poi - Matros,
Getman, Bolshevik ecc. Nella città c’erano furti e incendi /../ I Bolshevik si
fortificarono nella città e cominciarono gli spari e gli assassini. /../ Arrivò
la fame /…./ le persone si gonfiavano e morivano. C’erano persino casi di
cannibalismo /…/ Moriva moltissima gente, intere famiglie”/ Petrushevya 1997 :
334/
Questi quadri
così vivi, sono frammenti dall’opera dello studente del Ginnasio di Shumen
/Petrusheva 1997:360-363/. Nel 1925 i bambini degli immigranti russi, che
studiavano nel ginnasio russo di Shumen, scrivono una composizione sul tema: “I
miei ricordi prima di arrivare nel ginnasio di Shumen”. I dettagli si possono
incontrare nel libro “I bambini dell’immigrazione”, pubblicato a Praga, 2001.
continua...
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